Chiesa di San Giorgio – Lovere

La chiesa di San Giorgio, collocata in una posizione sovrastante il borgo medievale, lungo la strada di Valle, è uno degli edifici religiosi più antichi di Lovere. Oggi nulla rimane della prima struttura, ricordata dal 1252.

Campanile Chiesa San Giorgio Lovere

A partire dal 1462 è documentato l’ampliamento della chiesa, che assunse una pianta a croce latina. Nel 1485 la parte sommitale della Torre Soca, che sorge nella strada centrale di Lovere, a una quota inferiore rispetto a San Giorgio, venne demolita; la porzione restante della torre fu quindi utilizzata come insolita base su cui poggiare il nuovo presbiterio della chiesa che ebbe di conseguenza la stessa pianta della casa-torre.

Nel XVII secolo la chiesa venne rinnovata sia negli interni sia nella facciata. Questa, a capanna, presenta un primo livello a finto bugnato; il portale in arenaria, realizzato nel 1655 dal loverese Simone Sacella, è sovrastato dalla statua di San Giorgio, opera dello scultore neoclassico Giovanni Maria Benzoni, qui collocata nella prima metà del XIX secolo per iniziativa del conte Luigi Tadini.

Lovere sbancamento della localitàLe Reme. A destra il campanile della chiesa di S. Giorgio.

Lovere sbancamento della localitàLe Reme. A destra il campanile della chiesa di S. Giorgio.

L’interno presenta una pianta a tre navate e un apparato decorativo di gusto classicheggiante, frutto del rinnovamento attuato nel 1877-1878 su progetto di Giuseppe Pellini. La navata centrale è scandita da semicolonne corinzie, che reggono un fregio con cornice, su cui si imposta una grande volta a botte; le navate laterali sono voltate a crociera. A conclusione dei lavori di rinnovamento, nel 1899-1900, Giuliano Volpi realizzò le decorazioni del presbiterio e dell’abside.

Foto Chiesa San Giorgio Lovere

Sulla controfacciata, entro una grande cornice di marmo nero, una notevole tela del pittore Jan de Herdt di Anversa, realizzata nel 1657, raffigura Mosè che fa scaturire le acque dalla rupe. Al di sotto sono visibili i frammenti della scomparsa decorazione settecentesca della chiesa, con le quadrature dipinte da Carlo Molinari del 1737-1738.

La Chiesa di San Giorgio Lovere

Gli altari laterali conservano opere di pregio appartenenti all’arredo della chiesa precedente. Tra queste vi sono sculture della bottega dei Fantoni di Rovetta: nella navata sinistra due Angeli lignei (1717) sono collocati sull’altare della Madonna del Rosario e un grande Crocifisso seicentesco sull’altare omonimo, mentre nella navata di destra sull’altare di San Giuseppe è posta la statua del santo databile alla fine del XVII secolo. Sempre ai Fantoni spettano, all’ingresso del presbiterio, il tronetto della Madonna del Rosario (1721) che sormonta il battistero cinquecentesco e, sull’altare maggiore, due Angeli del 1730.

Sono da segnalare poi nella navata sinistra, gli altari di Sant’Antonio di Padova e del Sacro Cuore: il primo, realizzato nel 1661, conserva entro una nicchia la statua del santo attribuita allo scultore Pietro Ramus. Sull’altare del Sacro Cuore di Gesù nell’abside sinistra si può ammirare l’Ultima Cena del pittore Giovan Paolo Cavagna, realizzata nel 1589-90. La cornice e l’altare in marmo seicenteschi sono riconducibili allo scultore Carlo Carra di Brescia mentre le due statue ai lati, dell’Umiltà e della Carità, sono di Antonio Calegari (1739) e giunsero a Lovere con l’acquisto dell’altare di San Barnaba, ora nella navata destra.

Il presbiterio, con l’altare settecentesco in legno dorato, è dominato dalla preziosa cornice realizzata dall’intagliatore Girolamo de Nodari nel 1589-1590, che contiene la tela del Martirio di san Giorgio di Antonio Gandino. Ai lati due grandi tele di Antonio Cifrondi con Due santi a cavallo, databili al 1710-1720.

La navata destra si apre con l’altare della Madonna. Realizzato da Antonio Calegari nel 1739 per la cappella della Vergine della cintura nella chiesa di San Barnaba di Brescia, venne portato qui nel 1879 in seguito alla soppressione dell’edificio cittadino. Lungo la navata l’altare seicentesco della Madonna dello Spasimo, dell’ambito degli scultori Carra, oltre a contenere un’urna con le reliquie delle sante loveresi Bartolomea e Vincenza, conserva un affresco cinquecentesco della Pietà. Infine sull’altare ligneo settecentesco dell’Immacolata si può ammirare l’Immacolata tra i santi Bernardino e Francesco di Paola del bolognese Francesco Monti, realizzata intorno alla metà del XVIII secolo.

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