Santuario della Beata Vergine della Forcella o Madonna della Neve – Pradalunga

Mediante strada carrale asfaltata proveniente dal centro di Pradalunga, si raggiunge il santuario della Forcella.

La Chiesa della Forcella (così indicata nella toponomastica stradale) rappresenta senza dubbio il più importante edificio di culto in Pradalunga. Nelle mappe catastali, così pure nei vari censimenti di beni culturali che si sono succeduti, appare con il titolo originario di Madonna della Neve.

Il motivo di tale denominazione è da ricercare nella data di inaugurazione, avvenuta il 5 agosto del 1640, giorno in cui la Chiesa ricorda la festività della Madonna della Neve. Situata in località Forcella, alle spalle di Pradalunga, rimane posizionata sulla linea di comunicazione tra la cittadina e le storiche cave di pietre coti: è probabile si debba a questa precisa collocazione la crescente devozione che la cittadinanza di Pradalunga ha nutrito verso il Santuario.

Tra le note religiose che hanno conferito al Santuario un’attenzione tale da portare a fenomeni di passionale devozione, quali il pellegrinaggio, non si può fare a meno di menzionare gli ex-voto di cui il Santuario è riccamente decorato: ve ne sono ben cinquanta; alcuni di autori ignoti, molti di pittori sconosciuti ed altri di esecutori meglio apprezzati. Il dipinto qui a lato venne realizzato da Emilio Nembrini nel 1935. Si tratta di un olio su tela titolato Incidente in cave di pietre coti. Oltre al Nembrini, nato a Pradalunga nel 1912 e vivente attualmente a Bergamo ove ancora lavora, merita di essere ricordato un altro pittore di tutto rispetto: Angelo Ceroni, autore di vari ex-voto della Chiesa della Forcella, nato ad Albino nel 1816 dove morì nel1887.

Il primo oggetto di tale devozione rimane il dipinto titolato Madonna Addolorata, del secolo XVII e autore ignoto. Questo dipinto fu il primo ad essere collocato all’interno dell’originaria cappella. La frazione Forcella si trova all’incirca a metà strada tra l’abitato di Pradalunga e le antiche cave di pietre coti: è quindi plausibile che la chiesola venne qui eretta, affinchè costituisse una tappa obbligata per i lavoratori delle cave che riconoscevano nella Madonna della Neve una figura sacra. Il legame della popolazione con questo luogo di culto andò rafforzandosi in seguito al conforto che ne trasse durante la terribile peste del 1630. Collocata sul fianco del monte Misma, le vie di collegamento sono state da sempre delle semplici mulattiere, prima dell’avvento della via carrozzabile avvenuto solo alla fine del 1962. Due quelle più antiche: la prima passava per la località detta Ca’ dei Torni; la seconda da Ca’del Berghem.Quest’ultima, percorrendo la dorsale alle spalle del paese, poco prima del Santuario, si ricongiungeva con la prima.

La chiesa è circondata su tre lati da un ampio sagrato protetto da un basso parapetto che può fungere anche da seduta. La sua facciata è suddivisa da quattro lesene in tre settori. Le lesene complete di base e capitello reggono il fastigio costituito da timpano in pietra artificiale. Il settore centrale è preceduto da quattro gradini ed ospita l’ingresso principale in contorno di pietra artificiale. L’ingresso è completo di serramento a due battenti ed è sormontato da una lunetta con contorno di pietra in cui è alloggiata una finestra. I due settori laterali sono dotati di due finestre rettangolari anch’esse con contorno di pietra e piccola trabeazione.

Attraverso la porta principale si perviene al vano della chiesa che è a navata unica. Due archi in muratura la suddividono in tre campate coperte da volte a botte. Alle pareti affreschi che decorano tutta la chiesa sia con figure che con disegni geometrici. Il presbiterio sopraelevato di cinque gradini è a pianta rettangolare coperto da volta. Nella volta sono raffigurati angeli che portano la croce e gli strumenti della passione. Due porte ai lati comunicano a destra con il campanile dotato di cinque campane e di orologio, mentre a sinistra con un coro di modeste dimensioni e la sagrestia.

Elementi decorativi

Nella prima campata entrando sulla parete di sinistra capeggia la figura di Rut, con ai lati Santa Maria Maddalena e Santa Chiara e sotto i busti di San Francesco e San Lorenzo. A destra la figura di una regina con ai lati Santa Monica e Santa Esteria e sotto altri busti di Santi. La zoccolatura è composta da un panneggio dipinto. Nella volta è dipinto Cristo risorto con San Marco e San Luca. Nel sott’arco tra la prima e la seconda campata si susseguono le figure di Sant’Agnese, Santa Caterina di Alessandria, Santa Grata, Sant’Apollonia, Santa Lucia e Sant’Anna.

La seconda campata ospita i due ingressi laterali con sopra sopra finestre dotate di inferriate a vetro colorato. Ai lati delle finestre i Santi Francesco ed Alberto da Villa d’Ogna, mentre a destra San Rocco e San Patrizio. Nella volta della seconda campata al centro è raffigurata l’Addolorata con devoti ed angeli che reggono il medaglione ed i Santi Bernardo e Atanasio. Nel sott’arco tra la seconda e la terza campata si susseguono le figure dei Santi Barbara, Angelo, Bernardo, Angelo e Tarcisio. Segue la terza campata con dipinta sulla parete di sinistra al centro la figura di Ester con ai lati San Cristoforo e Sant’Alessandro. A destra la figura di Giuditta al centro con ai lati San Vincenzo e San Fermo. Sotto altri due busti dei Santi e sempre ampio panneggio di zoccolatura.

Nella volta della terza campata Padre Eterno con ai lati San Giovanni e San Matteo. Sulla parete di fondo, al lato e sopra l’arco trionfale, a sinistra entro medaglia la natività e nella parte alta l’angelo dell’annunciazione cui corrisponde a destra la Madonna annunciata e sotto entro medaglia la presentazione al tempio. Nel sott’arco dell’arco trionfale vi sono le figure di San Paolo, San Giovanni Battista, Santa Barbara e San Pietro.

Impianto strutturale

edificio in muratura continua con volte e solai di forma articolata

Pianta

la chiesa si presenta ad una sola navata suddivisa da lesene in tre campate

Coperture

copertura a falde con struttura in legno e manto di copertura in coppi di laterizio

XVII – XVII (costruzione carattere generale)

il santuario fu eretto per voto della popolazione dopo la peste nel 1630

1920 – 1930 (completamento carattere generale)

nel primo dopo guerra la chiesa venne completamente decorata internamente

1959 – 1959 (sopralzo torre campanaria)

nel 1959 venne alzato il campanile

1974 – 1976 (ristrutturazione presbiterio)

ristrutturazione del presbiterio in funzione delle direttive dettate dal Concilio Vaticano II

1975 – 1975 (rifacimento carattere generale)

rifacimento della copertura

Pubblicato in Chiese Valle Seriana, ITINERARI BERGAMO, LUOGHI DI CULTO BERGAMO, Pradalunga Cosa Visitare, PROVINCIA BERGAMO, SANTUARI BERGAMO, Santuari Pradalunga, Santuari Valle Seriana, VALLE SERIANA Cosa Visitare e ZONA ITINERARI BERGAMO