Museo Valdimagnino di Amagno – Strozza

LE FILANDE
Con l’allevamento intensivo del baco da seta diffusosi in tutte le regioni, sorse la necessità di avere strutture atte alla lavorazione del baco per ricavare un prodotto pregiato: il filo di seta.
Anche il valle Imagna sorsero filande, a Strozza ne fu realizzata una in prossimità del torrente Pissarola sovrastante il ponte che lo attraversa e da dove diparte la strada che raggiunge Cà Campo. Questo edificio, riadattato, ospita attualmente un laboratorio di falegnameria.
Erano particolari strutture industriali, di nuova concezione: erano costituite da ampi edifici che si sviluppavano in lunghezza con la copertura a capriate in legno e metallo. All’interno, erano sistemate le apparecchiature dove le filandine ricavavano il prezioso filo di seta. Adiacente vi era il locale caldaia per il riscaldo dell’acqua necessaria per alimentare le vaschette dove venivano immersi i bachi da seta.

Il baco da seta
Anche nella valle imagna, come avveniva nella antistante pianura, venne introdotto l’allevamento del baco da seta. Questa attività consentiva di reperire qualche piccolo profitto dato che veniva allevato nelle singole abitazioni. Con l’allevamento erano sorte anche le filande; anche Strozza aveva la sua filanda, (l’edificio esiste tuttora) in prossimità del ponte sul torrente Pissarola all’attacco della strada che sale ad Cà Campo.

La Fienagione
La raccolta del fieno era una attività importante, il fieno  consentiva di alimentare il bestiame nei mesi invernali, quando le mandrie rientravano dai pascoli per svernare all’interno delle stalle.

LA TORCIA
Nella raccolta del fieno in valle Imagna solitamente si usava la “sdirna” percaricare il fieno sulle spalle e portarlo al fienile: solo a Strozza veniva in alternativa usata la “torcia” uno strumento costituito da due pali uniti tra di loro da una serie di funi distanti tra loro di circa 100 cm;
1 sopra si disponeva il fieno;

2 poi i pali venivano uniti racchiudendo al loro interno il fieno;

3 una volta assicurata la legatura, la torcia veniva posta in piedi;

4 il montanaro si poneva a contatto con la schiena e se la caricava sulle spalle pronto a portare il fieno nel fienile.

Allevamento del bestiame
In valle Imagna l’allevamento del bestiamo è sempre stato una forma di sussistenza che consentiva di sfruttare le risorse prative della valle. Non fu mai di natura altamente estensiva, ma di sovente le famiglie avevano pochi capi di bestiame ed in alcuni casi solo una vacca. In questi casi, dato la magra situazione economica, gli uomini emigravano come boscaioli il Francia ed in Svizzera, ed allora spettava alle donne mandare avanti la casa, badare alla stalla, ai campi ed alla famiglia.

LA GHIACCIAIA

L’origine della ghiacciaia, il cui accesso è presente nei  locali sottostanti alla “cà del maestro” pregevole edificio del tardo cinquecento, non è data di conoscere; è certamente stata edificata in epoca successiva al palazzo sovrastante perché l’esecuzione del cunicolo di accesso ha lesionato la facciata dell’antico edificio. Anche le notizie sul suo utilizzo  nel passato non sono facili da ricostruire, il Sig. Bepi  nato nel 1932, non ha mai visto utilizzare la ghiacciaia. mentre Il padre, Capelli Domenico aveva da giovane partecipato a caricare la neve.  Questa veniva raccolta nei prati circostanti, e poi mediante il gerlo portata in prossimità dell’imbocco. Qui altre persone  gettavano la neve tramite la botola all’interno della ghiacciaia, mentre altri aiutanti dentro la ghiacciaia ne sistemavano e compattavano la neve. Per meglio amalgamare la massa innevata veniva anche aggiunta acqua. Si presume che la ghiacciaia venisse riempita fino al massimo consentito, per poi scendere al livello coincidente con il cunicolo di accesso durante il suo lento scioglimento e la naturale compattazione della neve introdotta che con il trascorrere del tempo diveniva un unico blocco di ghiaccio.

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Le visite alla ghiacciaia ed al Museo sono possibili in occasione delle varie festività che interessano Strozza e il centro storico di Amagno, in queste particolari occasioni viene abitualmente esposto lo stendardo sulla provinciale. Le visite sono anche possibili ogni fine settimana, ad iniziare dal Venerdì pomeriggio fino alla Domenica. Prenotare la visita telefonando:
Comune di Strozza 035 863249 – oppure alla guida Giuseppe Ghidorzi 339 7704558 – 035 863240.

 

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