I MULINI – SIMBOLI DEL PAESE DI CERETE

I mulini sono ormai il simbolo della storia ceretese e rappresentano uno dei più celebri luoghi di interesse turistico del sistema seriano. L’abbondanza d’acqua e la conformazione idrogeologica di Cerete Basso con la presenza di torrenti e seriole hanno favorito nel tempo l’insediamento di fucine, segherie, pestoni di diverso tipo di una cartiera e di un filatoio. Accanto a questi, i tradizionali mulini a macina in pietra che, destinati tradizionalmente alla produzione delle farine per i Comuni limitrofi, godono oggi di grande notorietà. Oltre ai resti di un antico mulino per cereali, successivamente trasformato in macina per cortecce, esistono ancor oggi due strutture, una delle quali è attiva e produce farine di diversa tipologia.

Itinerario Mulino a Cerete

Itinerario Mulino a Cerete

I mulini costruiti probabilmente nel XVI secolo vedono al proprio interno un meccanismo progettato secondo i principi vitruviani. L’acqua che muove la grande ruota arriva da una sorgente a portata costante posta a soli 100 metri dal mulino di sopra. Ogni anno la pietra che costituisce la macina viene smontata e rabbigliata (“scalpellata”) in modo da evitare che l’uso la levighi eccessivamente. Visitare i mulini significa fare un tuffo nel passato, con il rumore dell’acqua che scorre sulle pale, il cigolio della grande ruota, il brontolare degli ingranaggi.

STORIA DEI MULINI DI CERETE

Molto importanti per Cerete, erano un tempo i suoi mulini. Nel “Rotulum Episcopatus Bergomi” ne sono nominati parecchi, sorti sia sul Cula sia sul Borlezza. Anche i paesi limitrofi come Songavazzo, Onore o Fino possedevano mulini, lungo il corso degli stessi torrenti.

Mulino di Cerete

Mulino di Cerete

E’ interessante sapere che l’abbondanza di acqua ha permesso lungo i secoli il fiorire in questa zona di numerose attività artigianali, l’energia idrica alimentava infatti i mulini per i cereali, le segherie, i cosiddetti pestoni per la corteccia e di altro tipo come ad esempio per la pilatura dell’orzo, la follatura della lana, le fucine, la cartiera e il filatoio.

Gli anziani di Cerete hanno localizzato otto antichi mulini ceretesi con quello all’inizio del Borlezza che ora si trova nel Comune di Rovetta: quattro lungo il torrente Cula (tre sul fondo e uno alla confluenza dei due rami provenienti da Trinale e dalla Glerola) e tre sul Borlezza (uno detto il mulino della «Padana» vicino all’antica fucina, un poco oltre la provinciale nella direzione della «Semola» del Cula, uno ancora all’imbocco della strada, verso la vecchia cartiera). Gli stessi anziani assicurano però che sul Borlezza i mulini dovevano essere in numero senz’altro maggiore .

Mulino Itinerario Cerete

Mulino Itinerario Cerete

I mulini comunali erano tre e in effetti i documenti dell’Archivio Parrocchiale di Cerete Basso confermano la loro esistenza anche molto più tardi. Oltre al mulino di mezzo, c’erano il mulino di sotto («molendinus Comunitatis nostrae inferius, vulgo in ima») e quello di sopra (« molendinus superius, vulgo de cima»),.

Alla fine del Settecento, i registri comunali ne segnano soltanto due: quello «in ima» con due ruote e quello «di mezzo»,14 forse sono gli stessi che dal Comune sono passati alla «Misericordia» e in seguito a proprietari privati. Continuano ancor oggi a funzionare, azionati come sempre dall’acqua della roggia del Cula e della Moia. Sono ora la testimonianza più preziosa di una onorata mansione che, nata agli albori di Cerete, resiste unica, con identico ritmo.

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