Convento di San Nicola ad Almenno San Salvatore

Il Convento di San Nicola sorge sulla collina di Umbriana nella parte alta di Almenno S. Salvatore. Correva l’anno 1484, e imperversava la peste. La popolazione di Almenno, per impetrare la liberazione dal contagio, fece voto a Dio di costruire una cappella dedicata ai Santi Sebastiano e Rocco. La pestilenza cessò l’anno successivo, proprio mentre giungeva in paese come predicatore il frate Alberto da Sarnico, dell’ordine degli Agostiniani.

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Questo convinse la popolazione a chiedere un “corpo di religiosi di detta Congregatione” e a fabbricare per loro, a pubbliche spese, invece della cappella, un monastero e una chiesa “sotto l’invocatione di S. Maria della Consolazione et Santii Sebastiano e Rocco”.

La chiesa venne consacrata il 16 novembre 1518. Il convento venne costruito sul lato sud della chiesa, a destra guardando la facciata. Dalla seconda metà del Seicento, per il prevalere della devozione al monaco agostiniano S. Nicola da Tolentino, la chiesa fu detta di S. Nicola. La Repubblica Veneta, nell’ambito di una politica generale di riordino e riduzione degli istituti religiosi, con Decreto del 3 Settembre 1772 fece chiudere il convento, che venne messo all’incanto.

Attualmente la chiesa viene utilizzata per la celebrazione delle ricorrenze religiose, in particolare le feste di Sant’Anna, di San Nicola da Tolentino e della Beata Vergine della Cintura, per la celebrazione di matrimoni e, da quando è stato completato il restauro dell’organo Antegnati (www.antegnati.it) nel 1996, vi si tengono concerti e corsi sulla musica antica. Per quanto riguarda il convento, nel lato est e nell’ala sud si trovano le cantine dell’Azienda Agricola Lurani Cernuschi, i cui vigneti fanno da splendida cornice all’intero complesso, mentre la rimanente parte con il chiostro è sede di un ristorante nato dalla tradizionale “frasca”, ovvero la mescita del vino che veniva organizzata ogni anno prima della vendemmia per svuotare le botti e far posto al vino nuovo.

Al piano superiore, dove si trovano le celle dei frati, vengono allestite mostre e organizzati eventi culturali e artistici di grande richiamo per il pubblico. La rinascita della chiesa, cominciata con il rifacimento del tetto negli anni ’80 e il restauro dell’organo nel ‘96, è tutt’ora in corso con i restauri degli interni – fino ad ora l’abside e la prima campata – e dei quadri più importanti, alcuni dei quali sono stati anche prestati per esposizioni in vari musei nazionali. Le attività e la vita che ruotano intorno a questo complesso sono molteplici, e tante sono le persone che, amando questo luogo, contribuiscono a tenerlo vivo e a farlo conoscere.

L’ Associazione Museo San Tomè – Centro Studi Romanico Lombardo- Antenna Europea del Romanico opera senza fini di lucro nei settori della cultura, dell’istruzione e della promozione sociale, come recita lo Statuto approvato nel giugno del 2001, anno in cui è stata fondata dalle Amministrazioni comunali di Almenno San Bartolomeo e di Almenno San Salvatore e dalla Comunità Montana Valle Imagna. Ha sede in un ex-convento femminile del XIII secolo a fianco al tempio di San Tomè, in Almenno San Bartolomeo, via San Tomè, 2

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