Chiesetta Madonna de “La Salette” di Cavaglia – Val Brembilla

L’attuale chiesetta del borgo di Cavaglia fu costruita nel 1904 sul luogo dove prima sorgeva dal 1859 una piccola cappelletta dedicata a San Martino. Dedicata alla Madonna de “La Salette” già dal 1858 dagli emigranti di Cavaglia di ritorno da Grenoble in Francia, dove la Madonna apparve appunto in quel periodo a “La Salette”.

Piccola chiesetta, in stile neoclassico, che sorge su un pianoro posto sul lato destro dell’antico borgo di Cavaglia e costruita nel 1901 sul luogo dove già esisteva un’edicola dedicata a San Martino. Nel 1859, su iniziativa di don Pietro Rota, si costruì una piccola cappella consacrata alla Vergine de La Salette il cui quadro fu portato dagli emigranti di Cavaglia di ritorno da Grenoble in Francia, dove la Madonna apparve appunto in quel periodo. Due volte l’anno, l’ultima domenica di Gennaio e il 15 Agosto, si svolge la consueta festa, caratterizzata dall’antica tradizione dell’incanto del trono e dalla processione della statua per le vie della contrada. Presso i locali adiacenti la Chiesa è stato allestito un museo degli attrezzi agricoli. La visita alla collezione rappresenta un’occasione per fare un salto nel passato e ripercorrere alcuni momenti della vita contadina dei cavagliesi.

Storia dell’apparizione in Francia

Nostra Signora di La Salette (o Madonna di La Salette) è l’appellativo con cui la Chiesa cattolica venera Maria, in seguito alle apparizioni che avrebbero avuto, il 19 settembre 1846, due ragazzi, Maximin Giraud e Mélanie Calvat. Il nome della località si riferisce al comune francese di La Salette-Fallavaux, dipartimento dell’Isère, vicino a Corps.

Il 19 settembre 1846, circa alle tre del pomeriggio, su una montagna vicina al villaggio di La Salette-Fallavaux, due ragazzi, una pastorella di quindici anni di nome Mélanie Calvat e un giovane pastore di undici anni di nome Maximin Giraud, stanno pascolando le mucche.

Secondo il loro racconto l’apparizione si compone di tre fasi. Nella prima appare in una luce risplendente una bella signora, vestita in una foggia straniera e seduta su una roccia, in lacrime e con la testa fra le mani, nel luogo chiamato ravin de la Sezia.

Nella seconda fase la signora si alza e, parlando ai due ragazzi sia in francese che nel patois del luogo[1] (nel dialetto vivaro-alpino dell’occitano), affida loro un messaggio diretto all’intera umanità e quindi da diffondere universalmente. Dopo essersi lamentata per le empietà e i peccati degli uomini, che comportano, secondo la dottrina, l’eterno allontanamento da Dio e quindi l’inferno se avessero perseverato nel male, la signora annuncia il perdono per chi si converte. Successivamente comunica a ciascuno dei due fanciulli un segreto, prima di scomparire nel cielo, al di sopra del Mont-sous-les-Baisses (terzo momento dell’apparizione).

I due ragazzi raccontano l’accaduto ai loro padroni, i pastori Baptiste Pra e Pierre Selme. Poi Maximin Giraud viene interrogato dal sindaco del paese, Pierre Peytard, il 21 settembre 1846.

I due pastori, impressionati, riferiscono al parroco Louis Perrin, che ne parla nella predica informando a sua volta l’arciprete di Corps, Pierre Mélin, il quale riferisce al vescovo di Grenoble, Philibert de Bruillard, il 4 ottobre.

La notizia della presunta apparizione si diffonde rapidamente. Jean-Maximin Giraud, il padre di Maximin, che non era affatto credente, si converte l’8 novembre. Il primo pellegrinaggio avviene il 24 novembre, guidato dai due ragazzi. Il 31 maggio 1847, al pellegrinaggio in cui viene posta una croce sulla montagna, partecipano 5.000 fedeli.

Nell’ottobre del 1846 i ragazzi sono interrogati dal sacerdote diocesano Mathieu Cat. Nel febbraio dell’anno successivo sono nuovamente interrogati da François Lagier, un sacerdote che conosceva perfettamente il patois locale. Il 16 aprile 1847 vengono ancora interrogati da un giudice di pace di Grenoble, Fréderic-Joseph Long. In questa data sarebbe avvenuta la prima guarigione miracolosa, riguardante suor Claire Peirron, ad Avignone. I ragazzi vengono interrogati ancora da un sacerdote, Pierre Lambert, il 29 maggio. Il 22 luglio Clément Villecourt, allora vescovo di La Rochelle, compie un pellegrinaggio personale a La Salette e interroga Maximin e Mélanie. Il 15 agosto si verifica un’altra guarigione, ritenuta miracolosa, riguardante Mélanie Gamon, a Corps.

Il 19 settembre, primo anniversario dell’apparizione, ha luogo un pellegrinaggio di 50.000 fedeli.

Si riporta di seguito un estratto del messaggio che la Vergine avrebbe comunicato ai due pastorelli:

« “Se il popolo non si sottomette, sarò costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio,esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo […] da quanto tempo soffro per voi! Poiché ho ricevuto la missione di pregare continuamente mio Figlio,voglio che non vi abbandoni, ma voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi […] “Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo e voi non lo volete riconoscere” : è questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio […]se il raccolto si guasta è colpa vostra. Ve lo mostrai l’anno scorso con le patate, ma voi non l’avete considerato. Anzi, quando ne trovavate di guaste, bestemmiavate il nome di mio Figlio. Continueranno a marcire e quest’anno, a Natale, non ce ne saranno più.Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa, i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti da tremito e morranno…Se questa gente si convertirà, allora, le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi. Dite la vostra preghiera, figli miei? Bisogna dirla bene, mattino e sera […] d’estate a Messa vanno solo alcune donne anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. D’inverno, quando non sanno che cosa fare, vanno a Messa solo per burlarsi della religione…”.»

Osservano padre Livio Fanzaga e Saverio Gaeta: “Queste profezie si sono di fatto concretizzate. In particolare, in quel tempo giunse in Francia dal Nord America la fino ad allora sconosciuta epidemia crittogamica, che effettivamente fu un flagello per le vigne; e anche la mortalità infantile afflisse il circondario di La Salette. Così gli uomini poterono rendersi conto di quanto il proprio comportamento nei riguardi di Dio e delle cose divine fosse direttamente collegato con gli sviluppi delle cose terrene.”

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