Chiesa parrocchiale di sant’Ippolito – Gazzaniga

L’attuale chiesa parrocchiale di sant’Ippolito venne costruita nel 1457 e fu inizialmente dedicata alla Natività di Maria. Conosciuta anche con il nome di “santa Maria della Misericordia”, per via della congregazione che in essa aveva la propria sede, era sussidiaria della più importante chiesa di san Giorgio presso Fiorano.

Dotata di dimensioni ridotte con uno stile romanico, acquisì notevole importanza a partire dal 1666, anno in cui vi furono traslate dalle catacombe di Roma, le ossa di sant’Ippolito, dono di Giacomo Gelmi, commerciante gazzanighese che aveva trovato fortuna nella città di Venezia.

Numerosi ampliamenti ed aggiunte caratterizzarono i secoli successivi. Nel 1710 fu commissionato alla Bottega dei Manni un altare, eseguito in marmo nero locale contrapposto a sculture in marmo bianco, per contenere le reliquie, mentre nel 1827, grazie al contributo dell’imprenditore Briolini, la chiesa fu ampliata, con l’aggiunta di due navate laterali e l’arretramento del presbiterio. In seguito a questi lavori, dal 1830 la chiesa fu eretta a ruolo di parrocchiale. Negli ultimi anni del XIX secolo fu portato a termine il campanile, mentre la facciata, al centro della quale spicca il portale eseguito dalla bottega dei Manni, fu completata nel 1954 su progetto di Luigi Angelini.

Attualmente l’edificio dispone di tre navate, con quella centrale, più alta, dotata di volta a botte, con un presbiterio a pianta quadrata sormontato da una cupola semisferica con archi decorati. Numerose sono le opere in essa custodite: si va dalle tele di Giovanni Battista Brighenti (“Nascita di Gesù” e “Presentazione al tempio”), a quelle di Vincenzo Angelo Orelli (l’”Assunta” e la “Pietà”), passando per quelle di Marino Crespi (“Nascita e martirio di sant’Ippolito”), del Taragni (“Battesimo di Gesù”), di Enrico Albrici (“Madonna con bambino”) e di Francesco Cavagna (“Immacolata Concezione”). Interessante è anche la scultura bronzea del “Cristo risorto”, eseguita da Elia Aiolfi ed il “Cristo morto” di scuola fantoniana.

A fianco alla parrocchiale è presente la chiesa di San Giuseppe, fatta costruire nel 1858 in seguito ad una donazione di Margherita Briolini, appartenente alla famiglia di industriali della seta. Al proprio interno si possono ammirare dipinti di Francesco Coghetti e Luigi Galizzi.

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